‘OSSERVERAI IL DIGIUNO PRESCRITTO E PARIMENTI L'ASTINENZA’


Quinto precetto: ‘OSSERVERAI IL DIGIUNO PRESCRITTO E PARIMENTI L'ASTINENZA’, [Ibid., pag. 506] il che nella pratica significa che non si deve mangiare carne nel venerdì e negli altri giorni proibiti e si deve digiunare nei giorni prescritti’. 

Con quest’altro precetto viene imposto ai Cattolici di non man­giare carne in giorno di venerdì (in memoria della passione di Gesù Cristo e perché con questa mortificazione pensano di parte­cipare alle sofferenze di Cristo), e in quest
i giorni di digiuno: nei sabati della Quaresima, nel mercoledì delle Ceneri, nel mercoledì e sabato delle quattro tempora, nelle vigilie di Nata­le, Pentecoste, Assunta e Tutti i Santi. Per quanto riguarda il digiunare nei giorni prescritti bisogna dire che il digiuno consiste in questo;

1) astenersi da determinati cibi come dalle carni nei giorni sopra menzionati e dalle uova e dai latticini nella seconda refezione;

2) astenersi da altri pasti oltre il pranzo; cioè di fare un solo vero pasto o a mezzogiorno o alla sera con il consenso di fare un’al­tra refezione leggera alla sera o a mezzogiorno (secondo che il vero pasto si fa a mezzogiorno o alla sera) nella quale sono proibite le uova e i latticini.

Tra i motivi per cui viene imposto questo precetto c’é quello della penitenza dei peccati infatti il catechismo dice: ‘Col digiuno e colla astinenza che la Chiesa c’impone facciamo peni­tenza in espiazione dei nostri peccati’.
[Giuseppe Perardi, op. cit., pag. 355]


>>> MA CHE DICE LA PAROLA DI DIO? La Parola ci insegna queste cose.

> Dio vuole che noi digiuniamo perché Gesù ha detto: “E quando digiunate, non siate mesti d’aspetto come gl’ipocriti; poiché essi si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. Io vi dico in verità che cotesto é il premio che ne hanno. Ma tu, quando digiuni, ungiti il capo e lavati la faccia, affinché non appari­sca agli uomini che tu digiuni, ma al Padre tuo che è nel segre­to; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompen­sa”, [Matt. 6:16-18] ma il vero digiuno non è da intendersi come un’astensione dalla sola carne o qualche altro cibo ma come un’astensione sia da ogni vivanda che da ogni bevanda perché di Gesù, quando digiu­nò per quaranta giorni, è scritto che “durante quei giorni non mangiò nulla”; [Luca 4:2] di Paolo è detto che in quei tre giorni “non mangiò né bevve”, [Atti 9:9] e di Mosè, quando salì sul monte Sinai, è scritto: “E Mosè rimase quivi con l’Eterno quaranta giorni e quaranta notti; non mangiò pane e non bevve acqua”. [Es. 34:28]

Certo, uno è libero di astenersi dal mangiare qualche cosa di particolare durante un certo periodo di tempo, o di astenersi solo dal mangiare e non dal bere, questo non è che noi lo neghia­mo però rimane il fatto che il digiuno completo è quello qui sopra descritto.

> Il Signore non ha imposto di non mangiare carne il venerdì in memoria della sua morte ma ha ordinato di celebrare la santa cena con il pane ed il vino per ricordarla ed annunziarla perché Gesù sia quando diede il pane che quando diede il calice da bere ai suoi discepoli disse loro: “Fate questo in memoria di me”, [1 Cor. 11:24,25] e perché Paolo dice ai Corinzi: “Poiché ogni volta che voi mangiate questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore, finch’egli venga”. [1 Cor. 11:26]

> Coloro che ordinano ad altri di non mangiare un certo cibo in particolari giorni non parlano da parte di Dio perché Paolo ha detto che “il regno di Dio non consiste in vivanda né in bevanda, ma è giustizia, pace ed allegrezza nello Spirito Santo”. [Rom. 14:17] Il man­giare carne non contamina il giusto né in giorno di venerdì e né in altro giorno.

> Il digiuno come lo intende la Scrittura non lo si fa per espiare i propri peccati perché in se stesso il digiuno non ha il potere di espiare alcun peccato, ma lo si fa per umiliarsi davanti a Dio e per fare udire la propria voce in alto. Certo, il digiuno è un’opera buona e mediante di esso si mortificano gli atti del corpo perché quando si digiuna ci si sente più forti spiritual­mente e si sentono molto meno forti certe passioni della carne, ma rimane il fatto che non è mediante di esso che si espiano i propri peccati. Gesù Cristo “è la propiziazione per i nostri peccati”, [1 Giov. 2:2] come dice Giovanni, e non il digiuno o qualche altra cosiddetta opera di penitenza.

Questi qua sopra citati sono dei precetti che la chiesa romana ha stabilito per i suoi seguaci, precetti d’uomini che ci fanno ricordare le parole che Dio disse al popolo mediante Isaia: “La parola dell’Eterno è stata per loro precetto dopo precetto, precetto dopo precetto regola dopo regola, regola dopo regola…”. [Is. 28:13]

Questa è la Parola di Dio per i Cattolici, un insieme di regole stabilite dall’uomo ed il timore che hanno di Dio non è altro che un’insieme di comandamenti imparati dagli uomini. E tutto questo perché viene inculcato loro sin da quando sono piccoli fanciulli ad osservare tutti questi precetti per piacere a Dio e per non disubbidirgli.


Pubblicato da: BIBBIA ED ERESIE CATTOLICHE A CONFRONTO

LA PASQUA - Il vero significato


LA PASQUA 

(a cura del past. Filippo Chinnici)
Il termine pasqua, è una traslitterazione dell'antica parola ebraica "pèsach", che significa "passare oltre, passaggio" (Esodo 12:13,23).

La Pasqua veniva chiamata dagli ebrei anche "festa degli azzimi" (Esodo 23:15). La Pasqua ebraica fu istituita in Egitto per commemorare l'avvenimento fondamentale della liberazione degli israeliti (Esodo 12:1,14,42; 23:14-17). Per Israele fu "Un nuovo inizio" (Esodo 12:2), l'inizio della sua nascita, allorché come nazione, dopo 430 anni, fu spinto fuori dal grembo egiziano di schiavitù, per seguire il sentiero che Dio aveva loro assegnato.

La festa cominciava il 14 del mese Nisan (Marzo-Aprile) e si prolungava per sette giorni (Esodo 12:14-20). Già il decimo giorno di quel mese, però, essi dovevano scegliere un agnello dal gregge, senza macchia, e dovevano tenerlo fino alla sera del quattordicesimo giorno. Quindi, dovevano mangiarlo, e il suo sangue doveva essere sparso sopra l'architrave e sopra i due stipiti di ogni porta di tutte le loro case. Questo doveva essere il segno della loro salvezza in vista del giudizio di Dio che in quella notte sarebbe passato per l'Egitto. La promessa che Dio fece loro fu: "Quando vedrò il sangue passerò oltre" (Esodo 12:13).

In seguito gli israeliti aggiunsero a questa festa diverse tradizioni.


IL SIGNIFICATO DELLA PASQUA
Anche Gesù Cristo sottostava alle ricorrenze ebraiche, ma con la Sua opera di salvezza (morte e risurrezione), Lui ne adempie pienamente i significati profetici (Mat. 5:17,18; Gal. 4:1-11; Col. 1:16,17). Ecco perché l'apostolo Paolo dice espressamente che il Signore Gesù Cristo è la nostra pasqua immolata per noi (1 Cor. 5:7,8). Gesù Cristo è l'Agnello senza difetto (Giov. 1:29; 1 Piet. 1:17-21; Apoc. 5:6,12) che bisogna "mangiare" per la nostra salvezza (Giov. 6:51-63), e in cui bisogna "dimorare" (Giov. 15:4; 1 Giov. 2:27,28).

Tutto ciò i primi cristiani lo esprimevano visibilmente nella Cena del Signore che commemora, annuncia, e anticipa il sacrificio di Gesù (1 Cor. 11:23-26).



GLI USI DELLA PASQUA
Quindi, la festività di Pasqua, come essa è intesa oggi, è assolutamente estranea al Nuovo Testamento. Un'autorevole enciclopedia afferma che: "Non c'è nessuna indicazione nel Nuovo Testamento o negli scritti dei Padri apostolici che fosse osservata la festa di Pasqua. La santità di tempi speciali fu un'idea assente nella mente dei primi cristiani" (1).

Di conseguenza molti riti pasquali sono estranei al ricordo della vera Pasqua, come ad esempio il famoso uovo di cioccolata. Ora, le uova erano considerate simbolo di fertilità e di vita. I persiani le regalavano nell'equinozio di primavera. Anche gli egiziani, i greci e i romani le coloravano e ne mangiavano nelle festività del periodo primaverile. Persino studiosi cattolici lo confermano: "Un gran numero di usanze pagane per celebrare il ritorno della primavera gravitarono sulla Pasqua. L'uovo è il simbolo della vita che germina all'inizio della primavera... Il coniglio è un simbolo pagano ed è sempre stato simbolo di fertilità" (2). Ecco che l'idea delle uova pasquali portate dal coniglio (simbolo scelto nel Nord America) si dimostra essere completamente pagana.


CONCLUSIONE

Da questi accenni si deduce che spesso la celebrazione della Pasqua ha poco a che fare con il ricordo della morte e risurrezione di cui si è detto. Spesso la cristianità professante, quella che ha solo il nome ma non la sostanza del cristianesimo, mischia usi pagani ad insegnamenti cristiani. Per cui alla domanda posta, rispondiamo che oggi la Pasqua non è una festività cristiana, nè una ricorrenza o una liturgia, anzi, piuttosto, alla luce del Nuovo Testamento la Pasqua è la Persona stessa di Cristo Gesù (1 Cor.5:7,8).

Ogni giorno avendo Lui e seguendo Lui è continuamente Pasqua. Egli è l'Agnello di Dio, immolato una volta, ma ora vivente e vittorioso per sempre, per cui, per mezzo dello Spirito Santo, possiamo dire con gran voce: "A Colui che siede sul trono e all'Agnello siano la benedizione e l'onore e la gloria e l'imperio, nei secoli dei secoli" (Apoc.5:13).

Note:
(1) Enciclopedia Britannica, 1910, ediz. ingl., vol. III, pag. 828
(2) Enciclopedia Cattolica, 1913, ediz. ingl., vol. V, pag. 227

L' IDENTITÀ DELLA DONNA DI APOCALISSE 12




Chi o cosa significa realmente la misteriosa donna descritta in Apocalisse 12?


Rileggiamo il testo:

Tabella di comparazione tra Cattolici Romani e Cristiani Evangelici


Autorità

- Scrittura, tradizioni orali, magistero papale. Cattolici Romani
- Sola Scrittura. Cristiani Evangelici


Bibbia

- Include i sette libri apocrifi assenti nella Bibbia ebraica. Cattolici Romani
- Esclude i sette libri apocrifi assenti nella Bibbia ebraica. Cristiani Evangelici


Conseguenze della caduta

- Corruzione e tendenza a peccare, l'uomo è soltanto "ferito" spiritualmente a causa del peccato. Cattolici Romani
- Totale depravazione e colpa dell'uomo davanti a Dio, l'uomo è morto spiritualmente a causa del peccato. Cristiani Evangelici

Libero arbitrio

- Libertà di fare il bene o il male. Cattolici Romani
- Libertà di fare solo ciò che è male davanti a Dio, senza la sua grazia efficace. Cristiani Evangelici

Predestinazione

- Relativa alla preconoscenza di Dio dei meriti. Cattolici Romani
- Relativa ai decreti di Dio sulla imputazione della fede. Cristiani Evangelici

Espiazione

- La morte di Cristo crea il merito che è condiviso col peccatore attraverso i sacramenti. Cattolici Romani
- La morte di Cristo crea il sacrificio sostitutivo che soddisfa la giustizia di Dio.Cristiani Evangelici

Grazia di Dio

- La grazia preveniente aiuta a credere, la grazia efficace coopera con la volontà umana a fare il bene. Cattolici Romani
- La grazia comune rende gli uomini capaci di comportamenti etici, essa è data a tutti, la grazia efficace per la salvezza è data solo a coloro che amano Dio e lo cercano con tutto il cuore sino a che nascono di nuovo mediante la fede.Cristiani Evangelici

Buone opere

- Sono meritorie e causa della salvezza che il credente "spera" di ottenere in cielo.Cattolici Romani
- Sono senza merito e semplice conseguenza della salvezza che il credente è già certo di possedere sulla terra. Cristiani Evangelici

Salvezza

- Si riceve con il battesimo, può essere persa per peccato mortale e riottenuta tramite la confessione, coloro che non hanno mai sentito parlare di Cristo possono essere salvati.Coloro che hanno sentito predicare la verità del Vangelo e la respingono sino alla morte, possono essere salvati lo stesso. Cattolici Romani
- Si riceve mediante la sola fede nella grazia di Dio, è incondizionale, coloro che non hanno mai sentito parlare di Cristo possono essere salvati se hanno cercato Dio sinceramente. Coloro che hanno sentito predicare la verità del Vangelo e la respingono sino alla morte, non possono essere salvati. Cristiani Evangelici

La Chiesa

- La chiesa cattolica è il posto dove l'umanità può riscoprire la sua unità e salvezza, ma coloro che sono battezzati nelle altre denominazioni cristiane, sono in comunione con la chiesa. Cattolici Romani
- C'è una distinzione tra la Chiesa visibile e quella invisibile. Dio salva chiunque lo cerca sinceramente concedendogli la nuova nascita. Chiunque sia nato di nuovo è un figlio di Dio salvato, indipendentemente dalla denominazione che frequenta, o anche se non frequenta alcuna denominazione. Cristiani Evangelici

Sacramenti

- Trasmettono la grazia di Dio per il fatto stesso di essere celebrati. Realizzano ciò che rappresentano. Cattolici Romani
- Trasmettono la grazia soltanto se ricevuti con fede. Rappresentano ciò che è già realizzato. Cristiani Evangelici

Sacerdozio

- Sacerdozio solo dei ministri. I preti celebrano il sacrificio della messa, è loro vietato di sposarsi. Cattolici Romani
- Sacerdozio di tutti i credenti. I pastori non sono sacerdoti che celebrano  sacrifici, ma ministri della Parola, possono sposarsi. Cristiani Evangelici

Cena del Signore

- Presenza corporea del Signore nell'ostia. Ai credenti è data solo l'ostia e non il vino. Cattolici Romani
- Presenza spirituale del Signore nel pane e nel vino. Ai credenti è dato il pane ed il vino. Cristiani Evangelici

Purgatorio

- Affermato. Cattolici Romani
- Coloro che hanno accolto Cristo alla loro morte vanno subito in cielo, coloro che lo hanno respinto vanno subito nei tormenti. Cristiani Evangelici

I santi

- Vengono venerati. Cattolici Romani
- Vengono imitati. Cristiani Evangelici



Fonte: http://scudoevangelico.wikispaces.com


VERSETTI MANIPOLATI DAI TEOLOGI PAPISTI - Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te (Luca 1,28 CEI)


Alcuni versetti biblici sono stati tradotti tradizionalmente in modo impreciso dalle Bibbie cattoliche, allo scopo di sostenere alcune false dottrine, la cui origine è nella devozione popolare, anziché nell'esegesi biblica.Iniziamo con l'analizare Luca 1,28


Entrando da lei, disse: Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te (Luca 1,28 CEI)

Il termine "piena" di grazia viene utilizzato per fare credere al lettore che Maria fosse senza peccato, perché piena della grazia di Dio. Vediamo ora le traduzione evangeliche:

LA REGINA DELL' APOCALISSE

L' ultimo libro della Bibbia, l' Apocalisse, avvenimenti che riguardano presente e futuro. documenta gli eventi principali che culmineranno nel corso degli ultimi giorni. Nei capitoli 17 e 18 ci vengono dati dettagli specifici di una regina potente che, durante questo periodo, regnerà sui popoli e sulle nazioni del mondo.

Essa è una prostituta che commette fornicazione con i re della terra. La sua fornicazione inebria persino gli abitanti della terra. La prostituta siede sui popoli, sulle moltitudini, sulle nazioni e sulle lingue. Questa donna malvagia è anche identificata come una grande città che durante gli ultimi giorni regna sui re. Il nome scritto sulla sua fronte è molto appropriato:
UN MISTERO: BABILONIA LA GRANDE, LA MADRE DELLE PROSTITUTE E DELLE ABOMINAZIONI DELLA TERRA (Apocalisse 17:5)

Molti commentatori della Bibbia credono che questa donna malvagia rappresenti la chiesa apostata degli ultimi giorni. Dato che la vera chiesa è chiamata la sposa di Cristo, la falsa chiesa dovrebbe giustamente essere chiamata la prostituta.

CHI E' "LA DONNA VESTITA DI SOLE" DI APOCALISSE 12


Esistono due possibilità per quanto riguarda l'identità di questa misteriosa 
donna. Esse sono Maria la madre del Signore Gesù o IsraeleLa chiesa cattolica pensa che questa donna sia Maria. Hanno quadri e statue di Maria dipinta o scolpita nel suo glorioso splendore con una corona di dodici stelle sul capo, come se fosse una Regina.

E' questa un'interpretazione accurata di questo capitolo di Apocalisse o una distorsione pericolosa che ha indotto in errore i cattolici spingendoli ad avere fiducia in Maria per la loro salvezza?

Si prega di leggere attentamente Apocalisse 12 dall'inizio alla fine:

IL CULTO AI SANTI - Confutazione della dottrina papista


La dottrina dei teologi papisti

I santi che sono in cielo vanno pregati perché essi intercedono presso Dio per noi. Solo la chiesa ha il diritto di riconoscere santo un cristiano defunto. I credenti hanno dei santi in cielo che li proteggono. Giuseppe, il marito di Maria, è il patrono della Chiesa di Cristo. Le reliquie dei santi sono degne di essere venerate. 

Secondo la curia romana coloro che sono sulla terra si devono rivolgere in preghiera pure ai santi perché essi intercedono per loro presso Dio, infatti il concilio di Trento ha decretato quanto segue:


‘Il santo sinodo comanda a tutti i vescovi e a quelli che hanno l’ufficio e l’incarico di insegnare, che (…) prima di tutto istruiscano diligentemente i fedeli sull’intercessione dei santi, sulla loro invocazione (….) insegnando che i santi, regnando con Cristo, offrono a Dio le loro orazioni per gli uomini; che è cosa buona ed utile invocarli supplichevolmente e ricorrere alle loro orazioni, alla loro potenza e al loro aiuto, per impetrare da Dio i benefici, per mezzo del suo figlio Gesù Cristo, nostro Signore…’ (Concilio di Trento, Sess. XXV). E questo è quello che fa il Perardi nel suo catechismo quando dice: ‘Preghiamoli di intercedere per noi’ (Giuseppe Perardi, op. cit., pag. 282). 

I SACRAMENTI - Confutazione della dottrina papista


La dottrina dei teologi papisti
I sacramenti sono segni efficaci della grazia istituiti da Cristo, sono sette e conferiscono la grazia che rappresentano.
Secondo i teologi papisti ‘i Sacramenti sono segni efficaci della grazia, istituiti da Gesù Cristo per santificar­ci’.[Giuseppe Perardi, op. cit., pag. 430]

Ma qual’è il significato di queste parole? Questo: ‘
I Sacramenti sono segni della grazia, perché con la parte sensibile che hanno, significano o indicano quella grazia invisibile che conferiscono; e ne sono segni efficaci, perché significando la grazia realmente la conferiscono’.[
Ibid., pag. 430]

La vera Chiesa non si riconosce dal gran numero dei suoi aderenti



I teologi cattolici romani, forti del fatto che la loro chiesa conta centinaia di milioni di membri sulla faccia di tutta la terra (secondo alcune recenti statistiche sarebbero quasi un miliardo nel mondo), affermano che la chiesa di Roma è la vera Chiesa. 

Ma è dal numero degli aderenti che si deduce se una certa chiesa è la vera Chiesa di Dio o meno?

Possiamo affermare che tutti i Cattolici romani in Italia sono Cristiani solo perché essi affer­mano che nei loro registri vi sono più di cinquanta milioni di iscritti?

L'ORIGINE PAGANA DELL'UFFIZIO PAPALE


Nimrod, re e fondatore di Babilonia, ne era anche leader religioso. Era un re-sacerdote, e da lui discende tutta una linea di re-sacerdoti che sono a capo dell’occulta religione misterica babilonese, fino ai nostri giorni.

Quando Roma conquistò il mondo, la religione babilonese si miscelò a quella romana. Essa includeva l’idea di un SOMMO PONTEFICE ( Pontifex Maximus ) , uffizio iniziato e tenuto dai Cesari nel 63 A.C. Fu Cesare Augusto ad avere il titolo di Pontefice Massimo.

Cosa significava Pontifex Maximus?

La parola "Pontefice" viene da pons-ponte e fàcere-fare. 
Colui che fa il ponte.

I sacerdoti-re imperatori dei giorni pagani erano ritenuti coloro che facevano e sorvegliavano i ponti di Roma. Ognuno di loro era Sommo Sacerdote e aveva la pretesa di essere il ponte o la connessione tra la vita mortale e quella ultraterrena.

Pietro non è la pietra su cui Cristo ha fondato la Sua Chiesa


Qual è la "pietra" su cui è fondata la Chiesa Cristiana?


Nel Vangelo di Matteo leggiamo: "Ed egli (Gesù) disse loro: "E voi, chi dite che io sia? Simon Pietro rispondendo disse: tu sei il Cristo, il Figliuolo dell'Iddio vivente. E Gesù replicando disse: Tu sei beato Simone, figliuolo di Giona, perché non la carne e il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli. E io altresì ti dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa" (Matteo 16:14-18). [1]

LE PROVE DELLA FALLIBILITÀ DEI PAPI



Nel corso dei secoli si sono succeduti centinaia di papi nella chiesa romana. Ora, mediante i seguenti esempi di papi che hanno sottoscritto eresie, si sono contraddetti e sono stati dichiarati eretici, dimostreremo la fallibilità dei papi anche nelle loro dichiara­zioni ufficiali:
Liberio (352-366) aderì formalmente all’eresia ariana (che negava la divinità di Gesù Cristo), [1] sottoscrivendo la professione di fede eretica del concilio di Sermio e giungendo perfino a scomu­nicare Atanasio che difendeva la divinità di Cristo. Sia i suoi predecessori che lui stesso avevano di già condannato l’eresia di Ario; in seguito, i suoi successori condannarono l’eresia ariana.

SPIEGAZIONE DI ALCUNI PASSI PRESI DAI TEOLOGI PAPISTI PER SOSTENERE IL PRIMATO DI PIETRO


I teologi romani per sostenere che Gesù conferì il primato del potere della Chiesa a Pietro oltre ai passi più conosciuti che sono: “Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa” [
Matt. 16:18] Ti darò le chiavi del regno de’ cieli”, [Matt. 16:19] e “Pasci i miei agnelli… Pastura le mie pecorelle… Pasci le mie pecore”; [Giov. 21:15,16,17] pren­dono diversi altri passi della Scrittura che si riferiscono a Simon Pietro. 
Vediamoli, per vedere se in effetti stanno ad indi­care che l’apostolo Pietro ricevette il primato sulla Chiesa primitiva.

COLUI CHE VIENE CHIAMATO PAPA NON HA LE CHIAVI DEL REGNO DEI CIELI


Gesù disse un giorno a Pietro: “
Io ti darò le chiavi del regno de’ cieli; e tutto ciò che avrai legato sulla terra sarà legato ne’ cieli, e tutto ciò che avrai sciolto in terra sarà sciolto ne’ cieli”.[Matt. 16:19]

Queste parole sono prese dai teologi cattolici romani per soste­nere che siccome che il capo dello Stato del Vaticano é il suc­cessore di Pietro, di conseguenza lui possiede le chiavi del regno di Dio, e perciò chi vuole entrare nel regno di Dio deve per forza di cose entrare a fare parte della chiesa romana (e questo può avvenire riconoscendo il capo dello Stato del Vaticano come capo della Chiesa); perché fuori di essa (la chiesa romana), essi dicono, vi è la perdizione, dentro invece c’é la salvezza!

COLUI CHE VIENE CHIAMATO PAPA NON HA IL POTERE DI FARE SANTO NESSUNO


L’
Enciclopedia Cattolica alla voce canonizzazione afferma: ‘La canonizzazione è un atto o sentenza definitiva, con la quale il Sommo Pontefice decreta che un servo di Dio, già annoverato tra i beati, venga iscritto nel catalogo dei santi e si veneri nella Chiesa universale con il culto dovuto a tutti i canonizzati’. [1]


Colui che viene chiamato papa quindi ha pure il potere di dichia­rare santi taluni che durante la loro vita si sono contraddistin­ti per delle virtù eroiche o per delle loro qualità particolari.
Ma che dice la Scrittura? Innanzi tutto la Scrittura dice che Colui che santifica e dichiara santi è Cristo secondo che è scritto: “Poiché e Colui che santifica e quelli che son santifi­cati, provengon tutti da uno”; (Ebr. 2:11) e poi essa insegna che tutti i credenti sono santi (sia coloro che vivono sulla terra e sia coloro che sono morti e sono ora alla presenza del Signore), e questo perché essi sono stati santificati “mediante l’offerta del corpo di Gesù Cristo fatta una volta per sempre”. (Ebr. 10:10)
Le seguenti Scritture attestano che noi figliuoli di Dio siamo stati santificati e perciò siamo i santi che sono sulla terra.
-  Paolo scrisse ai Corinzi: “Paolo, chiamato ad essere apostolo di Cristo Gesù per la volontà di Dio, e il fratello Sostene, alla chiesa di Dio che é in Corinto, ai santificati in Cristo Gesù”, (1 Cor. 1:1,2) ed ancora: “Non v’illudete; né i fornicatori, né gl’idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né i sodomiti, né i ladri, né gli avari, né gli ubriachi, né gli oltraggiatori, né i rapaci erede­ranno il regno di Dio. E tali eravate alcuni; ma siete stati lavati, ma siete stati santificati, ma siete stati giustificati nel nome del Signor Gesù Cristo, e mediante lo Spirito dell’Id­dio nostro”; (1 Cor. 6:9-11)
-  ai Filippesi: “Paolo e Timoteo, servitori di Cristo Gesù, a tutti i santi in Cristo Gesù che sono in Filippi”; (Fil. 1:1)
-  ai Colossesi: “Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, e il fratello Timoteo, ai santi e fedeli fratelli in Cristo che sono in Colosse..”; (Col. 1:1,2)
-  ai Romani: “Colui che investiga i cuori conosce qual sia il sentimento dello Spirito, perché esso intercede per i santi secondo Iddio”,  (Rom. 8:27)   ed anche: “Ma per ora vado a Gerusalemme a portarvi una sovvenzione per i santi”. (Rom. 15:25)
Come potete vedere da voi stessi i santi non sono quelli canoniz­zati dal capo dello Stato del Vaticano ma quelli resi tali da Dio mediante lo Spirito, perciò la canonizzazione fatta in seno alla chiesa romana é una pratica che si oppone alla Scrittura e che non ha nessun valore.


[1]
 Enciclopedia Cattolica, vol. 3, 569. La prima canonizzazione, di cui esiste ancora il documento pontificio, è quella di Udalrico, vescovo di Augusta, eseguita da Giovanni XV nel 993 durante il Sinodo celebrato al Laterano. Secondo l’Enciclopedia Cattolica il merito di avere indirizzata la procedura canonica della canonizzazione a quella austerità e sicurezza che vige ancora spetta a Urbano VIII (1623-1644) il quale fece pubblicare in un volumetto tutti i decreti e i successivi schiarimenti emanati durante il suo lungo governo in materia di canonizzazione, che porta il titolo 
Urbani VIII Pont. O. M. Decreta servanda in canonizatione et beatificatione sanctorum.


Tratto da:

G.Butindaro, La Chiesa Cattolica Romana
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COLUI CHE VIENE CHIAMATO PAPA NON E' INFALLIBILE "EX CATHEDRA"


Cominciamo col dire che i teologi papisti dicono che il papa è infallibile solo quando insegna come papa, e non anche quando insegna espri­mendo il suo parere personale; e che come uomo, può operare bene ed operare male, cioè può peccare; ma a nostro giudizio queste affermazioni sono solo affermazioni di comodo che servono solo a dire, nel caso il loro papa dicesse qualcosa di storto anche agli occhi dei suoi fedeli seguaci o si rendesse colpevole di qualche grave delitto, che egli è un uomo come tutti gli altri; quindi in sostanza costituiscono uno scudo contro eventuali critiche.

COLUI CHE VIENE CHIAMATO PAPA NON È IL VICARIO DI CRISTO E NÈ IL SANTO PADRE

Come abbiamo visto la chiesa romana afferma che il capo dello Stato del Vaticano é il vicario di Cristo sulla terra, cioè colui che ne fa le veci.

Il Perardi si esprime così a riguardo: ‘Questi rappresenta Gesù Cristo su questa terra, ne fa le veci, e perciò regge e governa la Chiesa in nome di Lui’.
[
Giuseppe Perardi, op. cit., pag. 182]

L’ASTUZIA E LA MALVAGITA' USATE DAI GESUITI PER ‘la maggior gloria di Dio’


Quando si parla delle persecuzioni che tanti nostri fratelli subirono in Europa dopo che scoppiò la Riforma non si può non parlare dei Gesuiti, chiamati anche Compagnia di Gesù e a ragione soprannominati ‘gli uomini del papa’ per la loro cieca ubbidienza al papa. E questo perché essi furono coloro che più di altri si diedero da fare con il permesso del papa per estirpare il ‘protestantesimo’ da dove si era diffuso e convertire al cattolicesimo coloro che lo avevano abbandonato. Vediamo dunque di dare qualche cenno storico e dottrinale su questo ordine della chiesa cattolica romana tuttora esistente nel suo seno e tuttora molto influente in essa.

TESTIMONIANZA DELL'EX VESCOVO DEL GUATEMALA Gerard Bouffard


L'EX VESCOVO DEL GUATEMALA Gerard Bouffard HA AFFERMATO CHE IL VATICANO E' "il vero controllore spirituale" DEGLI ILLUMINATI E DEL NUOVO ORDINE MONDIALE, mentre I GESUITI, tramite il Papa Nero, il padre generale Peter Hans Kolvenbach , CONTROLLANO EFFETTIVAMENTE LA GERARCHIA VATICANA E LA CHIESA CATTOLICA ROMANA.

Il vescovo Bouffard, che ha lasciato la Chiesa ed ora è un Cristiano Rinato che vive in Canada, ha raggiunto la sua conclusione dopo aver lavorato sei anni come sac
erdote in Vaticano, incaricato del compito di trasmettere la corrispondenza giornaliera riservata tra il Papa ed i dirigenti dell'Ordine dei Gesuiti, che risiede in Borgo Santo Spirito n° 5, nei pressi di Piazza di San Pietro.

LA CERIMONIA DI INDUZIONE E IL GIURAMENTO GESUITA


Il seguente è il testo di ‘Jesuit Extreme Oath of induction’ (Estremo giuramento gesuita di induzione) come registrato nei giornali del 62° congresso, 3° sessione, dei registri del congresso degli Stati Uniti (House Calendar N° 397, registro N° 1523, 15 febbraio, 1913, pp.3215-1316), dal quale è stato successivamente strappato. Il giuramento è anche citato da Charles Didier nel suo libro Roma sotterranea (New York, 1843), tradotto dall’originale francese.

Il Dr. Alberto Rivera, il quale scappò dall’ordine gesuita nel 1967, conferma che la cerimonia dell’induzione e il testo del giuramento gesuita che lui prese parte sono identici a quello che citeremo di seguito.  

IL FALSO DOGMA DELL' EPISCOPATO UNIVERSALE DI ROMA


Il papa è oggi la suprema autorità della Chiesa Cattolica ed è nel contempo anche un capo di Stato, con tutte le prerogative che ne conseguono. Il Papa Re è l'unico monarca teocratico rimasto al mondo, quindi rappresenta una vera e propria reliquia storica. Governa con potere assoluto la Chiesa e il suo minuscolo Stato ed esercita un'influenza enorme in Italia e molto forte nell'intero mondo occidentale. La sua carica è elettiva (viene eletto dai cardinali nel conclave) e dura fino alla morte. Si fa chiamare “santità” e si reputa infallibile, su ispirazione divina, sui problemi della fede.

Secondo la Chiesa Cattolica il papato è di origine apostolica perché l'apostolo Pietro è stato il primo papa romano. Ma è una affermazione assolutamente priva di ogni fondamento e costituisce uno dei falsi più vistosi della Chiesa, finalizzato a suffragare il dogma dell’episcopato universale del vescovo di Roma.

IL LUSSO, LE RICCHEZZE ED IL POTERE TEMPORALE DI COLUI CHE SI FA CHIAMARE PAPA CONFERMANO CHE EGLI NON PUO' ESSERE UN SERVO DI DIO

Quando si parla del falso dottore che ha la sua residenza qui a Roma, e precisamente nella Città del Vaticano, e mi riferisco a colui che falsamente viene chiamato sommo pontefice, non si può non parlare del lusso, delle ricchezze e del potere temporale che egli possiede. 
Ora, il papa dei Cattolici romani dice di fare le veci di Cristo sulla terra e di essere il successore di Pietro. Ci si aspetterebbe dunque di vedere un uomo che segue le orme di Gesù Cristo e quelle dell’apostolo Pietro, cioè che cammina in ogni umiltà come fecero Gesù e Pietro. Ma noi diciamo: Dov’é questa umiltà in lui? Noi non la vediamo affatto. Vediamo solo alterigia e lusso.

BREVE STORIA DEL PAPATO


Vogliamo ora esaminare per sommi capi la storia del papato al fine di comprendere come sia potuto accadere che dall’antica Chiesa di Roma, la cui fede era pubblicata per tutto il mondo, sia sorto questo piccolo Stato comandato da colui che si dice il vescovo di Roma e il successore di Pietro il quale possiede un enorme potere spirituale su centinaia di milioni di persone di tutto il mondo. Traccerò la storia del papato parlando sia dell’origine del potere spirituale che di quello temporale soffermandomi di volta in volta su quegli eventi che hanno contribuito maggiormente a sviluppare questi poteri; mi soffermerò anche a parlare di alcuni papi contraddistintisi per la loro arroganza, doppiezza, empietà, sete di denaro e di sangue, e per la loro dissolutezza e di alcune stragi e guerre avvenute per opera dei papi o per la conquista del seggio papale o per la conservazione del trono pontificio, o per la salvaguardia degli interessi e dei territori del papato o per accrescere il proprio territorio di giurisdizione.

LA STORIA E L'INFLUENZA DEI GESUITI


I Gesuiti hanno avuto un'influenza sia sulla Massoneria che sugli Illuminati, e secondo alcune testimonianze sarebbero proprio i Gesuiti a controllare sia la Massoneria che gli Illuminati per poter realizzare il Nuovo Ordine Mondiale in cui verrà adorato il diavolo.

I Gesuiti sono un ordine all'interno della Chiesa Cattolica Romana che viene chiamato anche Compagnia di Gesù, e il cui capo è soprannominato 'Papa nero' per l'enorme potere che esercita in Vat
icano fino al punto che secondo degli ex Gesuiti è lui che controlla le gerarchie vaticane e la Chiesa Cattolica Romana .

Il fondatore di questo ordine fu uno spagnolo di nome Ignazio Loyola (1491 ca. - 1556). Costui assieme a dieci suoi amici che egli aveva reclutato per formare un ordine che doveva avere come obbiettivo la conversione degli infedeli, dopo avere assieme a loro redatto gli statuti della loro Società ed averla chiamata ‘Compagnia di Gesù’ ne chiese l’approvazione a Paolo III il quale gliela accordò il 17 settembre del 1540. Ai tre voti ordinari di castità, di povertà e di obbedienza, la società ne aggiunse un altro.

L'ORDINE - La gerarchia ecclesiastica romana a confronto con la Scrittura



Che dice la Scrittura? Conferma o smentisce questa gerarchia ecclesiastica esistente in seno alla chiesa romana?

Innanzi tutto essa dice che in seno alla Chiesa non c’é nessuna casta dominante suddivisa in gradi gerarchici come c’é tra i Cattolici e le religioni orientali, perché tutti i credenti, benché abbiano dei doni differenti secondo la grazia che Dio ha dato loro, hanno uguale importanza davanti a Dio. Nessuno infat­ti può dire di essere tenuto da Dio in maggiore considerazione di un altro.

LA SUCCESSIONE APOSTOLICA - Il vero discepolato


La chiesa cattolica romana insegna che essa è l'unica depositaria delle dottrine di Gesù Cristo, in quanto gli insegnamenti affidati in origine da Cristo agli apostoli sarebbero stati tramandati attraverso una serie ininterrotta di discendenze fino ai vescovi cattolici del nostro tempo.

La chiesa cattolica, in sostanza, si reputa superiore alle altre chiese, e sottolinea che i cristiani non appartenenti alla chiesa romana (com
e gli evangelici e le chiese protestanti) non hanno nulla a che fare con questa discendenza.


COSTORO DIMENTICANO CHE NON SI DIVENTA DISCEPOLI DI CRISTO PER DISCENDENZA
, attraverso reali o ipotetiche genealogie dalle quali dobbiamo stare alla larga (1 Timoteo 1:4; Tito 3:9).

COLUI CHE VIENE CHIAMATO PAPA NON È IL VESCOVO UNIVERSALE

Il titolo di vescovo universale fu dato per la prima volta dall’imperatore Foca (che nel 602 era salito sul trono di Costantino­poli dopo avere fatto uccidere il suo predecessore e la sua famiglia) al vescovo di Roma Bonifacio III (607), titolo che peraltro era stato rifiutato dal suo predecessore Gregorio I (590-604).

Questa è l’origine di questo appellativo dato al capo della chiesa romana. Passiamo ora a dimostrare con le Scritture che colui che viene chiamato papa non è il vescovo universale.

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