LE PREGHIERE PER I MORTI - Confutazione della dottrina papista


La dottrina dei teologi papisti

Pregando per le anime in purgatorio si alleviano le loro pene.

I teologi papisti affermano che pregando per coloro che sono morti, si possano lenire le pene delle anime meritevoli di salvezza che sono nel purgatorio, e si possa pure abbreviare il tempo che ci devono rimanere!

Questa dottrina, come potete vedere, é strettamente legata al purgatorio. Essa è stata fabbricata con delle parole attinte dal libro dei Maccabei (uno dei libri apocrifi non ispirati da Dio) che dicono che un certo Giuda Maccabeo assieme ad altri supplica­rono Dio di perdonare i peccati di alcuni soldati Giudei caduti in battaglia,[Cfr. 2 Maccabei 12:41,42] e che questo Giuda fece raccogliere del denaro che mandò a Gerusalemme per fare offrire un sacrificio espiatorio per il peccato di quei morti.

IL BATTESIMO SECONDO LA BIBBIA - DOMANDE E RISPOSTE SUL BATTESIMO


COS'È
 IL BATTESIMO
Il battesimo è un impegno solennemente e coscientemente preso dal credente che ha trovato in Gesù Cristo il proprio Salvatore. Con il battesimo il credente testimonia pubblicamente della salvezza, della purificazione e della rigenerazione operate in lui da Dio nel momento in cui, per fede, ha accettato l'opera compiuta da Gesù Cristo sul Calvario e si è arreso a Lui.

LA TEORIA DEL GERME DI NEWMAN È UNA MENZOGNA


Il cardinale Newman (1801-1890) nel suo libro "
Lo svi­luppo della dottrina cristiana", per difendere la tradizione, ha propugnato la teoria del germe.

Seconda questa teoria la tradi­zione della chiesa cattolica romana quantunque non sia contenuta tale e quale negli insegnamenti di Gesù pure vi era contenuta in forma di germe; poi col passare del tempo essa si è sviluppata fino a prendere le dimensioni e la forma che possiede oggi. In altre parole, per questo cardinale vi è stata una evoluzione della dottrina di Cristo, evoluzione rappresentata dalla tradi­zione, tutto qua.

LA TRADIZIONE - La dottrina dei teologi papisti


La dottrina dei teologi papisti
La tradizione è parte della rivelazione di Dio e perciò va rispettata al pari della Scrittura.
‘La tradizione è l’inse­gnamento di Gesù Cristo e degli Apostoli, fatto a viva voce, e dalla Chiesa trasmesso fino a noi senza alterazione’;[1] 
Fonti prin­cipali della Tradizione sono i Concilii della Chiesa,[2] i Libri liturgici, gli Atti dei Martiri, le antiche iscrizioni sulle tombe e sui monumenti, le preghiere pubbliche, le opere dei Padri e dei Dottori della Chiesa. – Il titolo di Padri si dà agli Scrittori sacri fino al secolo XII; quello di Dottore si dà tanto ai Padri quanto ad altri Scrittori eminenti, specialmente Santi la cui dottrina é approvata dalla Chiesa e generalmente seguita’.[3]

LA TRADIZIONE CATTOLICA ROMANA NON PUÒ PROCEDERE DA CRISTO PERCHE' ANNULLA LA PAROLA DI DIO E PERCIÒ VA RIGETTATA


Ora, i teologi papisti affermano che la loro tradizione (salvezza per opere, battesimo degli infanti, confessione al prete, purgatorio, primato del papa, successione apostolica, messa come ripetizione del sacrificio di Cristo, preghiere per i morti, preghiera a Maria, preghiere ai morti, statue e immagini ‘sacre’, pellegrinaggi, immacolata concezione di Maria, perpetua verginità di Maria, ecc. ecc.) procede da Cristo.

IL CULTO ALLA MADONNA - Confutazione delle menzogne papiste


"Il titolo di "mediatrice" non venne che molto tardi in uso nei documenti della Chiesa; fu raramente adoperato; è difficile ad essere esattamente interpretato; sembra in contraddizione con il testo biblico che chiama Cristo il solo mediatore".
Cardinale Paul Emile Léger (1).


Che nome ha dato la chiesa cattolica alla madre di Gesù? 

Maria viene chiamata "Madonna", parola latina (mea domina) che significa "mia Signora".
 
È vero che nel cattolicesimo la madre di Gesù è presentata come oggetto di culto?

La chiesa cattolica insegna a invocare Maria chiamandola: Regina, Madre di misericordia, Vita, Dolcezza, Speranza nostra, mia santissima Regina, Luce dell'anima, mia Avvocata, Speranza mia, mia Protezione, mio Rifugio, mia Consolazione e Felicità (si veda la pagina sul Rosario).

L'IPOCRISIA DEI CATTOLICI ROMANI TRA 'ADORAZIONE' E 'VENERAZIONE'



Singolare questa sottile distinzione tra adorazione e venerazione contenuta nei dizionari che attribuita al sacro non porta a nulla. QUANDO UNA PERSONA SI INGINOCCHIA E PREGA DIO LO ADORA, mentre QUANDO SI INGINOCCHIA E PREGA UN SANTO O UNA MADONNA non adora, MA VENERA.

Prodigi dell’immaginazione e della fantasia umana! Come se bastasse sostituire i termini per cambiare la sostanza! Trovo questo ragionare un esempio di come le consuetudini abbiano il potere di dare valore alle fantasie!

L' IDOLATRIA NELLA CHIESA CATTOLICA ROMANA

La sacra Scrittura ci ordina di guardarci dall’idolatria. Paolo dice infatti: “Fuggite l’idolatria (1 Cor. 10:14) e Giovanni alla fine della sua prima epistola dice: “Figliuoletti, guardatevi dagl’idoli (1 Giov. 5:21).

Vediamo ora come si manifesta l’idolatria al fine di comprendere che cosa nella pratica non dobbiamo fare per non diventare agli occhi di Dio degli idolatri.

LE STATUE E LE IMMAGINI - Confutazione della dottrina papista

La dottrina dei teologi papisti
Le sacre immagini vanno esposte per la venerazione. Dio gradisce il culto alle immagini perché davanti ad esse avvengono dei miracoli. Il concilio di Nicea II, che fu convocato dall’imperatrice Irene, decretò: ‘Noi definiamo con ogni accuratezza e diligenza che, a somiglianza della preziosa e vivificante Croce, le venerande e sante immagini sia dipinte che in mosaico, di qualsiasi altra materia adatta, debbono essere esposte nelle sante chiese di Dio, nelle sacre suppellettili e nelle vesti, sulle pareti e sulle tavole, nelle case e nelle vie; siano esse l’immagine del Signore e Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo, o quella della immacolata Signora nostra, la santa madre di Dio, degli angeli degni di onore, di tutti i santi e pii uomini’ (Concilio di Nicea II).

LE FESTE PATRONALI DEI CATTOLICI ROMANI


Si tratta della festa del cosiddetto protettore del paese (che non è annoverata tra le feste di precetto), che annualmente ricorre in ogni paese e città d’Italia. 


In che cosa consiste questa festa?

Nel ricordare una favola artifi­ciosamente composta su qualcuno che è morto e sepolto da molto tempo. Le storie sono le più svariate e tutte attribuiscono al cosiddetto santo capacità e caratteristiche particolari. La gente ci crede perché 
queste storielle le sentono sin dalla loro fan­ciullezza, e convinta che le cose stiano così quando arriva quel particolare giorno rievoca le sue gesta e lo celebra.

"LE GLORIE DI MARIA" - Le aberrazioni mariane di Alfonso De Liguori



Per farvi comprendere quanto i Cattolici siano attaccati al culto di Maria e cosa rappresenta veramente Maria per loro propongo alla vostra attenzione alcuni brani tratti dal libro Le glorie di Maria, scritto da Alfonso Maria De Liguori (1696-1787) più di due secoli fa ed approvato solennemente dalla chiesa romana con un decreto speciale di Gregorio XVI. Questo libro su Maria è molto amato dai Cattolici romani.

La vera origine della Chiesa Cattolica Romana


La Chiesa Cattolica Romana sostiene che la sua origine sia nella morte, risurrezione e ascensione di Gesù Cristo avvenute approssimativamente nel 30 d.C. La Chiesa Cattolica proclama di essere la Chiesa per cui morì Gesù, la Chiesa che fu istituita ed edificata dagli apostoli.

È questa la vera origine della Chiesa Cattolica?

I PELLEGRINAGGI - Confutazione della dottrina papista


La dottrina dei teologi papisti >
I pellegrinaggi procurano grazie eccezionali e sono scritturali. Uno scrittore cattolico ha affermato che il pellegrinaggio è innanzi tutto un atto di fede e poi è ‘una forma eminente di preghiera e vale a colui che lo compie grazie eccezionali’.

I teologi papisti sostengono i pellegrinaggi con le Scritture dicendo che secondo la legge di Mosè anche gli Israeliti si dovevano recare tre volte all’anno a Gerusalemme, la città santa. Perciò quello che viene prescritto ai Cattolici è scritturale perché anche loro vengono esortati ad andare in luoghi santi. 

"PERCHE' PIANGE MARIA?" L'origine del culto a Maria nella Chiesa Cattolica Romana



Mi voglio rivolgere a tutte quelle persone che, come facevo io, rendono culto a Maria...mi aiuterò con un libretto che ho preso nella mia Chiesa e che si intitola: "PERCHE' PIANGE MARIA?" di Jack Chick, “CHICK PUBLICATIONS” (P.O. Box 3500. Ontario, Calif. 81761-1100 USA) ed è molto interessante perché dice chiaramente come è nato il culto a Maria nel Cattolicesimo.

L' ORIGINE DEL CULTO MARIANO SPIEGATO DA UN EX-PRETE IN UNA PREDICA di Gregor Daillard


Un prete cattolico, leggendo la Bibbia, scopre le discrepanze e le contraddizioni fra l'insegnamento di Gesù e le dottrine del Vaticano. Questo libro racconta la sua storia e come egli ha deciso di seguire la Parola di Dio, pagando per questo un caro prezzo.
Quel lunedì 15 agosto 1988 stava per dare origine a molti grattacapi, ma dava altresì un avvio decisivo alla mia conversione. Il 15 agosto è il giorno che la Chiesa Romana consacra all’assunzione di Maria al cielo ove, incoronata regina, condivide col Figlio il governo dell’universo.

“TU SEI PIETRO E SU QUESTA PIETRA....”

Il procedimento delle grosse costruzioni in medio oriente, dei tempi antichi era differente da quello occidentale, odierno. Ad esempio, le pietre di fondamenta del tempio erano lunghe 3,5 metri per 4,5 metri. Gesù disse a Pietro: “tu sei Pietro e su questa pietra...”, “tu sei Cefa e su questa Cefa...”. 

Il nome aramaico “Cefa” significa: “grossa pietra”, “grosso masso roccioso”, appunto quello che erano le grosse pietre da fondamenta del tempio. Pietro sarebbe stato il primo “masso roccioso”, o “grossa pietra” da fondamenta, dell’edificio di Cristo Gesù. 

LE ACCUSE RIVOLTECI DAI CATTOLICI ROMANI


Abbiamo dimostrato che 
la chiesa cattolica romana mente quando afferma di essere la sola Chiesa di Cristo perché solo lei è una, santa, cattolica e apostolica. Vediamo adesso in che maniera il catechismo romano parla delle chiese che non sono sotto la giuri­sdizione del loro papa: ‘La sola Chiesa Cattolica-Romana è la Chiesa di Gesù Cristo; le altre, quantunque si dicano cristiane, non sono e non possono essere la Chiesa di Gesù Cristo. Infatti nessuna di esse ha né può avere le
 singolari distintive qualità della Chiesa di Gesù Cristo; nessuna di esse è una, santa, cattolica e apostolica’.[Giuseppe Perardi, op. cit., pag. 209]
Nei dettagli le accuse sono queste:

Le cento domande per i cattolici di buona volontà


"Le Cento Domande per i Cattolici di Buona Volontà" sono basate su un trattato originale intitolato "Dottrine Cattoliche alla prova” (1923) scritto dal Pastore Evangelico
 Lorenzo Palmieri d’Avellino, originariamente Prete Cattolico.


Presentando l’opuscolo al pubblico, il Pastore Palmieri si dichiarò disposto a rientrare nella Chiesa Romana, insieme coi suoi convertiti, se qualcuno avesse fornito la prova biblica della falsità delle sue osservazioni. Tale prova non è mai stata fornita. Amplificato dal Pastore Stefano Testa, questo libretto ha avuto fin ora 22 edizioni in inglese e 16 in italiano".



LA CHIESA


Puoi provare, con la Bibbia:

LA SALVEZZA NON È NELLA CHIESA CATTOLICA ROMANA, MA IN CRISTO GESÙ


La Scrittura dice che la salvezza è in Cristo Gesù, nel suo nome, e non in una religione o in una organizzazione perché Pietro disse: “
E in nessun altro é la salvezza; poiché non v’è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad esser salvati”.[Atti 4:12]

Certo, la Chiesa di Dio (e qui non ci riferiamo a nessuna denominazione o organizzazione particolare, ma all’insieme dei riscattati dell’Eterno) proclama agli uomini la salvezza che è in Cristo Gesù; in mezzo a lei dimora il Salvatore, ma questo non significa che sia lei a salvare gli uomini, perché la salvezza appartiene a Dio e al suo Figliuolo.

LE FALSE APPARIZIONI DI MARIA - LOURDES E MEDJUGORJE


Quando si parla di Maria e del culto che i Cattolici romani le rivolgono non si può non accennare a queste apparizioni di Maria di cui tanti di loro parlano. I Cattolici romani ci tengono particolarmente a queste apparizioni di Maria perché esse confermano le loro dottrine e particolarmente quella dell’intercessione di Maria.

In altre parole queste visioni per loro costituiscono un sostegno per le loro false dottrine fra cui il loro culto a Maria. Per questa ragione dunque esse devono essere considerate delle imposture scaturite dalla mente carnale di coloro che dicono di averle avute. 

Sogni e visioni dati dal nostro Dio a uomini e donne per affrancarli dal giogo della chiesa cattolica romana


Sono a cono­scenza di alcune testimonianze di persone che mentre erano nella chiesa cattolica romana sono state visitate da Dio sia con dei sogni che con delle visioni in cui Dio gli ha fatto comprendere in una maniera o nell’altra che esse erano perdute in mezzo alla chiesa romana ed avevano bisogno di essere salvate. Ed in seguito a questi sogni e a queste visioni esse sono state salvate dai loro peccati e sono usciti dalla chiesa romana e si sono uniti ai santi. Queste testimonianze confermano quanto detto prima, e cioè che quando Dio da un sogno o una visione a qualcuno che è ancora sotto il giogo del peccato lo fa per salvarlo.

Vi assicuro quindi che quando un Cattolico romano riceve un sogno o una visione da Dio, egli comprende in una maniera o in un altra di essere nell’errore,
e cessa di sentirsi al sicuro nella chiesa romana e comincia sia a cercare il Signore che i santi da lui salvati. Non importa se gli appare Gesù stesso, un angelo, o Dio stesso gli parla con la sua voce, o vede qualcosa d’altro; egli comprenderà di essere perduto anche se è stato battezzato da fanciullo, anche se ha ricevuto la cresima e prende la comunione, si confessa al prete ecc. E sentirà la necessità di riconciliar­si con Dio e di invocare lui direttamente affinché lo perdoni e lo tiri fuori dalla chiesa romana.
Ecco le testimonianze.
Il fratello Giovanni, ora deceduto, raccontava che era un fervente Cattolico assetato di conoscere il Signore, e che per cercare di dissetare questa sete aveva deciso di farsi prete e perciò era entrato in un istituto salesiano. Egli pregava sempre, pregava Maria, pregava tanto Luigi e tanti altri santi. Si andava a confessare dai frati e si studiava di confessare tutti i suoi peccati essendo in questo molto scrupoloso. Ma nonostante tutto ciò nulla cambiava nella sua vita, cioè non vedeva nessun cambiamento in lui, e a motivo di ciò era scoraggiato. Ma una notte ebbe questo sogno.

Gli apparvero due uomini giganteschi, molto alti e robusti i quali gli domandarono: Che cosa stai facendo là? Lui stava contemplando il mare, dove c’era molta gente, e lo guardava da lontano. E quegli uomini gli dissero ancora: ‘Perché te ne stai qui? Andiamo a divertirci, uniamoci alla folla. Ma lui rispose loro: Non vengo, non posso venire. Allora quei due uomini lo hanno preso, uno di qua e l’altro di là, e lo hanno cominciato a trascinare con violenza verso quel posto.

Allora apparve dal cielo un angelo del Signore con una spada fiammeggiante, con un viso raggiante e glorioso, e vibrò un colpo alla sua destra e un altro alla sua sinistra e quei due colossi scomparvero e lui non li vide più. Rimasto solo con l’angelo, gli disse: ‘Abbi pietà di me’, e l’angelo gli rispose: Non temere, stai tranquillo, da qui a poco tempo sarai salvato. E così avvenne perché poco tempo dopo incontrò a Roma alcuni fratelli che gli parlarono del nome del Signore e lui credette ottenendo il perdono dei suoi peccati. Questo avvenne nel 1936 quando in Italia infieriva la persecuzione fascista contro i santi.

La sorella Olga invece racconta che lei era molto cattolica e non desiderava lasciare la sua religione. Suo marito era già un credente e la invitò al culto. Mentre si trovava nel locale di culto di questa Chiesa evangelica vide in visione un chiarore molto forte che illuminò tutto, uno splendore che non aveva mai visto prima. E vide un popolo santo, molto bello, le persone avevano dei visi come d’angeli, avevano dei capelli e degli occhi splendenti, e tutti lodavano e glorificavano Dio dicendo sempre: Alleluia. Allora ella disse: ‘Dio mio che cosa è questo che vedo? E subito una voce potente, ma molto soave le disse: E’ vita! Si voltò per vedere chi le aveva parlato, ma voltatasi non vide nessuno.

Pochi giorni dopo si trovava nel luogo di culto della chiesa cattolica ad assistere alla messa, quando all’improvviso vide tutto scurirsi come quando si fa notte, e vide degli uomini e delle donne magri con dei vestiti sporchi e vecchi, con dei visi pallidi come se fossero state delle persone sul letto d’infermità. Impaurita disse: ‘Dio mio che cosa è questo che vedo? La stessa voce che aveva sentito nel locale di culto della Chiesa evangelica le rispose: ‘E’ morte!’. Quando ella udì quella voce cominciò a piangere e alzò gli occhi in alto, e vide in mezzo a quell’oscurità delle teste di persone che erano come delle piccoli luci. Quelle piccole luci erano i santi in questo mondo di tenebre. Dopo queste rivelazioni lei si convertì al Signore e si unì ai santi del Signore.
La sorella Maria, che prima era una cattolica devota soprattutto al ‘sacro cuore di Gesù’, dopo che le era stato parlato del Signore, in una visione sotto una tenda di evangelizzazione vide inizialmente il Signore Gesù che soffriva sanguinante sulla croce, dopodiché le fu mostrato a poca distanza da lei un immagine idolo che aveva sulla testa una corona (per mostrarle cosa lei aveva adorato nella sua ignoranza), e nel mentre lei chiedeva perdono al Signore per tutti i suoi peccati. Dopodiché, sempre nella visione, si trovò in cielo a cantare dei cantici al Signore assieme ad una moltitudine di giovani festanti. Molti anni prima di questa visione ella aveva sognato di trovarsi in una basilica cattolica, e mentre si trovava nel confessionale sentì una voce tuonante e rimbombante che le disse: Io sono il Signore Iddio tuo, non avrai altro dio all’infuori di me. Dopodiché, mentre lei si accingeva ad andare dal prete a prendere la comunione, vide camminare sopra il prete una grossa bestia spaventosa con una lunga coda.
Il fratello Chiniquy (deceduto alla fine del secolo scorso) racconta che dopo che egli si rifiutò di sottoscrivere un atto di sottomissione al suo vescovo in cui egli doveva dichiarare di sottomettersi, assieme ai fedeli della sua parrocchia, al vescovo e fare qualsiasi cosa egli avrebbe ordinato loro, e il vescovo gli rispose che stando così le cose egli non poteva più essere un prete cattolico romano, partì e se ne andò all’hotel dove stava ed entrato nella stanza chiuse la porta e si buttò in ginocchio alla presenza di Dio per considerare quello che egli aveva fatto poco prima. Comprese che la chiesa cattolica romana non poteva essere la Chiesa di Cristo perché era nemica della Parola di Dio e quindi egli non poteva più rimanere nel suo mezzo. E chiese a Dio dove fosse la sua Chiesa, e dove doveva andare per essere salvato. Per più di un ora pregò Dio piangendo senza una risposta. Pensava quindi che Dio lo avesse abbandonato. Pensò pure alla guerra che il papa, i vescovi e i preti gli avrebbero fatto per questa sua decisione. Quindi, nella disperazione pensò che la cosa migliore fosse morire; prese un coltello per tagliarsi la gola ma Dio gli impedì di suicidarsi perché fermò il suo braccio e il coltello cadde sul pavimento. Continuò a gridare a Dio chiedendo aiuto.

All’improvviso si ricordò di avere un Nuovo Testamento con lui e pensò che la risposta l’avrebbe trovata in quel libro. Lo aprì a casaccio e i suoi occhi si posarono sulle parole di Paolo ai Corinzi: “Voi siete stati riscattati a prezzo; non diventate schiavi degli uomini”.[1]

Leggendo quelle parole trovò sollievo all’anima sua perché comprese che Gesù lo aveva comprato con il suo sangue e perciò la sua salvezza non dipendeva dalle sue preghiere a Maria, ai santi, dalle sue confessioni e dalle indulgenze. Ma improvvisamente le tenebre avvolsero la sua anima. Ecco cosa lui racconta a questo punto: ‘Nonostante quelle tenebre fossero profonde, un oggetto ancora più scuro si presentò davanti alla mia mente.

Era una montagna molto alta: ma non una montagna composta di sabbia o di pietre, era la montagna dei miei peccati. Io li vidi tutti davanti a me. E fui ancora più inorridito quando la vidi muoversi verso di me come se con una potente mano volesse schiacciarmi. Cercai di scappare, ma invano. Mi sentii legato al pavimento, e il momento dopo, sarebbe caduta su di me. Mi sentii come schiacciato sotto il suo peso; perché era pesante come il granito. Potevo a mala pena respirare! La mia unica speranza era di gridare a Dio per aiuto.

Con una voce forte, che fu sentita da molti nell’hotel, gridai: ‘O mio Dio, abbi misericordia di me! I miei peccati mi stanno distruggendo! Sono perduto, salvami! Ma sembrava che Dio non mi potesse sentire. La montagna era nel mezzo ed impediva che le mie grida lo raggiungessero e gli nascondeva le mie lacrime. Improvvisamente pensai che Dio non avrebbe voluto avere niente a che fare con un tale peccatore, ma avrebbe solo aperto le porte dell’inferno per gettarmi in quella ardente fornace preparata per i suoi nemici e che io avevo così riccamente meritato!

Ma mi ero sbagliato; dopo circa otto o dieci minuti di indicibile agonia, i raggi di una nuova e bella luce cominciarono a penetrare attraverso la nuvola scura che pendeva su di me. In quella luce, io vidi chiaramente il mio Salvatore. Era là, piegato sotto il peso della sua pesante croce. La sua faccia era coperta di sangue, la corona di spine era sulla sua testa e i chiodi erano nelle sue mani.

Egli mi guardava con una espressione di compassione, di amore che nessuna lingua può descrivere. Venendo a me, egli disse: ‘Ho sentito le tue grida, ho visto le tue lacrime, vengo a offrirti me stesso come DONO.

Ti offro il mio sangue e il mio corpo fiaccato come DONO per pagare i tuoi debiti; mi vuoi dare il tuo cuore? Vuoi prendere la mia Parola per la sola lampada ai tuoi piedi e la sola luce per il tuo sentiero? Io ti porto la vita eterna, come dono! Io risposi: ‘Caro Gesù, come sono dolci le tue parole all’anima mia! Parla, parla ancora! Sì, amato Salvatore, io voglio amarti; ma non vedi la montagna che mi sta schiacciando? Oh, rimuovila! Togli i miei peccati! Non avevo finito di parlare quando vidi la sua potente mano stesa. Egli toccò la montagna, ed essa scivolò nell’abisso e scomparve.

Nello stesso momento, io sentii come se una doccia di sangue dell’Agnello cadesse su di me per purificare la mia anima. Ed improvvisamente la mia umile stanza fu trasformata in un paradiso reale. (..) Con una gioia ineffabile io dissi al mio Salvatore: Caro Gesù, il DONO di Dio, io ti accetto! Tu hai offerto il perdono dei miei peccati come un dono, io accetto il dono. Tu mi hai portato la vita eterna come dono! Io l’accetto (…)

Questa improvvisa rivelazione della meravigliosa verità della salvezza come un DONO, mi aveva così completamente trasformato che io mi sentii completamente un uomo nuovo. L’indicibile angoscia della mia anima era stata cambiata in una gioia ineffabile. Le mie paure erano andate via per essere rimpiazzate da un coraggio e da una forza tali che non avevo mai sperimentato’.
[Pastor Chiniquy, Fifty years in the Church of Rome, London 1886, pag. 794-796]


Sappiate fratelli che tutte le visioni che Dio dà a coloro che ancora non lo conoscono contribuiscono a salvarli e non a farli rimanere nella via della perdizione. 

Questo è confermato dalle parole di Elihu a Giobbe: “Iddio parla, bensì, una volta ed anche due, ma l’uomo non ci bada; parla per via di sogni, di visioni notturne, quando un sonno profondo cade sui mortali, quando sui loro letti essi giacciono assopiti; allora egli apre i loro orecchi e dà loro in segreto degli ammonimenti, per distoglier l’uomo dal suo modo d’agire e tener lungi da lui la superbia; per salvargli l’anima dalla fossa, la vita dal dardo mortale”.
[Giob. 33:14-18] (Faccio notare che le visioni possono essere anche diurne e non solo notturne). 

Come si possono quindi accettare le apparizioni di Maria quando queste ‘visioni’ non servono affatto a distogliere i Cattolici o i mariani dal culto a Maria ma anzi a fortificare le loro mani in quest’opera iniqua, quando esse non servono ad allontanare da loro la super­bia di cui sono pieni ma a gonfiarli ancora di più di orgoglio, quando esse non contribuiscono alla salvezza dell’anima loro ma bensì a farli rimanere nella fossa di perdizio­ne?

Non sarebbe una follia farlo? Certo, che lo sarebbe perché ci metteremmo a credere che Dio da delle visioni per fare rimanere i Cattolici romani sotto il peccato a servire gli idoli muti anziché per riscattarli dal peccato e farli smettere di servire gli idoli. Badate dunque a voi stessi e nessuno vi seduca.
Per farvi comprendere ora come le visioni che dà Dio contribuiscono alla salvezza di chi le riceve voglio citarvi l’esempio scritturale di Corne­lio. Quest’uomo era un centurione; “era pio e temente Iddio con tutta la sua casa, e faceva molte elemosine al popolo e pregava Dio del continuo. Egli vide chiaramente in visione, verso l’ora nona del giorno, un angelo di Dio che entrò da lui e gli disse: Cornelio! Ed egli guardandolo fisso, e preso da spavento, rispo­se: Che v’é, Signore? E l’angelo gli disse: Le tue preghiere e le tue elemosine son salite come una ricordanza davanti a Dio. Ed ora, manda degli uomini a Ioppe, e fà chiamare un certo Simone, che è soprannominato Pietro. Egli alberga da un certo Simone coiaio, che ha la casa presso al mare”.[Atti 10:2-6] 
Cornelio fece come l’an­gelo del Signore gli aveva detto in visione e mandò a chiamare l’apostolo Pietro, il quale si recò presso di lui, annunziò a lui e alla sua casa il Vangelo ed essi credettero e furono battezza­ti. E’ vero che Cornelio, quando ricevette la visione dell’angelo era ancora perduto, ma è altresì vero che l’angelo gli disse di mandare a chiamare Pietro il quale gli avrebbe parlato di cose per le quali sarebbe stato salvato lui e la sua casa; e difatti poi successe proprio quello che l’angelo gli aveva detto.


Fonte: 
http://www.lanuovavia.org/indiccr.html

Pubblicato da: BIBBIA ED ERESIE CATTOLICHE A CONFRONTO
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