I MIRACOLI: segni che la chiesa cattolica romana è nella verità?


Secondo i teologi romani i miracoli che avvengono fra di loro dimostrano che essi sono nella verità. Così si espresse il cardinale Bellarmino (1542-1621): ‘La gloria dei miracoli è un segno (della vera Chiesa). Son da premettersi due cose fondamentali: La prima, che i miracoli sono necessari alla nuova fede, e a persua­dere la missione straordinaria. La seconda, che i miracoli sono efficaci e sufficienti.

Dalla prima deduciamo, che la Chiesa degli avversari non può essere la vera Chiesa; e dalla seconda, che la nostra è la vera Chiesa’. [Bellarmino, De Conc. et Eccl. lib. IV, cap. 14 de not. Eccl; citato da Luigi Desanctis in Compendio di controversie, pag. 24]

LA VERA CHIESA


Appartieni all'unica e vera Chiesa, fuori dalla quale non c'è salvezza? Non ti sto chiedendo dove vai in chiesa la domenica, ti chiedo solo: Appartieni all'unica e vera Chiesa?

Dov'è quest'unica e vera Chiesa? Qual è quest'unica e vera chiesa? Quali sono i segni che contraddistinguono quest'unica e vera Chiesa? Sono domande legittime. Prestatemi attenzione ed io vi fornirò alcune risposte.

LA PENITENZA (o confessione) - Confutazione della dottrina papista

La dottrina dei teologi papisti
Mediante la penitenza vengono rimessi dal prete, che ne è il ministro, i peccati mortali commessi dopo il battesimo perché il prete ha ricevuto da Cristo il potere di rimettere i peccati. Questo sacramento è assolutamente necessario alla salvezza. Chi commette i peccati mortali e non si confessa va all’inferno. La confessione va fatta almeno una volta all’anno; e tra le altre cose vanno specificati al prete le specie e le circostanze dei peccati mortali. Il penitente però dopo avere ricevuto l’assoluzione deve fare delle opere di penitenza per ottenere piena assoluzione dei suoi misfatti. Ed inoltre egli deve lucrare le indulgenze per ottenere la remissione della pena temporanea dovuta per i suoi misfatti.

‘La Penitenza o Confessione è il Sacramento istituito da Gesù Cristo per rimettere i peccati commessi dopo il Battesimo
’ (Giuseppe Perardi, op. cit., pag. 518). 

IL CULTO AGLI ANGELI - Confutazione della dottrina papista


La dottrina dei teologi papisti
Gli angeli vanno invocati perché pregano per noi assieme a Maria e ai santi

Il catechismo romano afferma: ‘Invochiamo anche la Madonna, gli Angeli e i Santi perché, essendo cari al Signore e pietosi verso di noi, ci aiutino nelle nostre domande con la potente intercessione. (…) Gli Angeli e i Santi sono potenti intercessori presso Dio, perché suoi servi fedeli, anzi amici prediletti’ (ibid.,pag. 604) [1]

IL BATTESIMO - Confutazione della dottrina papista


La dottrina dei teologi papisti
Il battesimo rimette i peccati, fa nascere di nuovo chi lo riceve che diventa così un cristiano. Esso è assolutamente necessario alla salvezza. I neonati quindi lo devono ricevere al più presto perché senza il battesimo, in caso di morte, non possono andare in paradiso, ma vanno nel limbo. Il battesimo lo amministra il sacerdote versando l’acqua benedetta sul capo del battezzando.

‘Il Battesimo è il sacramento della remissione dei peccati e della rigenerazione. E’ di fede (…) Per disposizione divina, il Battesimo è assolutamente necessario a tutti gli uomini per la salvezza. E’ di fede’ (Bernardo Bartmann, Teologia Dogmatica, vol. III, pag. 91, 96).

LA GIUSTIFICAZIONE - Confutazione della dottrina papista


La dottrina dei teologi papisti
La giustificazione si ottiene per fede più le opere.

La teologia papista dice che per ottenere la giustificazione non è sufficiente credere, ossia che per essere dichiarati giusti da Dio non basta solo credere in Gesù Cristo.

Ecco infatti come si esprime Bartmann: ‘Per ottenere la giustificazione sono richiesti dall’adulto, oltre la fede, anche altri atti di virtù; la fede sola non giustifica - E’ di fede’(Bartmann Bernardo, Manuale di Teologia dogmatica, Alba 1949, vol. II, pag. 315).

La salvezza: per opere o per grazia?



È per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere, affinché nessuno se ne vanti. (Efesini 2:8)

Abbiamo sempre la tendenza a distoglierci dalla grazia che Dio ci propone. Strano atteggiamento, perché accettandola non abbiamo nulla da perdere e tutto da guadagnare. In realtà è l'orgoglio che porta a respingere la grazia; accettare quest'ultima sottintende che riconosciamo di essere dei peccatori perduti.

L'ORIGINE PAGANA DEL ROSARIO

Il "Santo Rosario" è una catena di 15 serie di piccole perle, ogni serie separata dalla successiva da una perla di maggiori dimensioni.
Alla fine di questa catena c'è una medaglia che porta l'effigie di Maria, poi c'è una catenella più corta ed infine, un crocifisso.

Il Rosario è strettamente connesso all'adorazione di Maria ; infatti le perle servono per contare le preghiere.

Vediamo alcune notizie da : The Catholic Encyclopedia volume 13, pagina 185, articolo " Rosary":

"In quasi tutte le nazioni incontriamo qualcosa di simile, allo scopo di contare le preghiere..... nell'antica Ninive....per secoli tra i Musulmani una collana di 33,66 o 99 perle è stata usata per contare i nomi di Allah...Marco Polo,nel tredicesimo secolo fu sorpreso che il re di Malabar usasse un rosario di pietre preziose per contare le sue preghiere...San Francesco Saverio ed i suoi compagni furono meravigliati di vedere che i rosari erano universalmente familiari ai Buddisti Giapponesi.... "

LE PROCESSIONI - Confutazione della dottrina papista


La dottrina dei teologi papisti >
Le processioni sono delle suppliche fatte a lode di Dio.

Nella liturgia cattolica la processione è una supplica solenne fatta in onore e lode di Dio o dei santi, in ringraziamento, in penitenza e in espiazione, specialmente in tempi di calamità. Esistono processioni ordinarie, che ricorrono ogni anno in alcune feste o in certi giorni (dei ceri, delle palme ecc.), e proces­sioni straordinarie che vengono indette per circostanze partico­lari in occasione di una calamità o di un ringraziamento. La più solenne, fra tutte le processioni, è la processione euca­ristica della festa del Corpus Domini (Corpo del Signore).

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