IL MITO DI PIETRO A ROMA - Un mito apostolico romano


Per secoli nessuno ha mai osato mettere in dubbio che San Pietro fu il primo Vescovo di Roma e qui venne martirizzato sotto la persecuzione di Nerone del 64 d.C.
 
Pochi tuttavia sanno che non esistono prove storicamente e filologicamente sostenibili che ciò sia avvenuto, che tutta la tradizione che ha tramandato tale venuta si è formata oltre un secolo dopo i fatti e che in Turchia e Siria esiste una tradizione ugualmente solida che attesta che Pietro operò tra la Palestina e la Siria, dove morì come Vescovo di Antiochia.

Il mito del soggiorno di Pietro a Roma nacque tardivamente, almeno 150 anni dopo la morte di Gesù, e venne costruito a tavolino per affermare il traballante primato del Vescovo di Roma sulle altre diocesi dell’Impero.

Come spiegare allora un fatto dato per certo dalla totalità dei cattolici?

Il Cammino Neocatecumenale




PREMESSA NECESSARIA PER COLORO CHE NON SANNO NULLA DEL CAMMINO NEOCATECUMENALE


La storia del Cammino Neocatecumenale

Il Cammino Neocatecumenale ebbe inizio nel 1964 fra i baraccati di Palomeras Altas, a Madrid, per opera di Francisco (Kiko) Argüello e di Carmen Hernández, che dietro richiesta di quei poveri con i quali vivevano, cominciarono ad annunciare loro il Vangelo, naturalmente nella maniera in cui lo annuncia la Chiesa Cattolica Romana. 

Nella Bibbia cattolica romana abbiamo la risposta




Premessa
: Questo non è un articolo polemico, ma solo uno sforzo sincero per vedere quel che dice la stessa Bibbia cattolica e guadagnare a Cristo Cattolici e Protestanti.

Il libro che ho tra le mani è una Bibbia Cattolica Romana. Leggiamo il titolo « la SACRA BIBBIA », traduzione del P. Eusebio Tintori o.f.m., stampato dalla Pia Società San Paolo, Alba (Cuneo).

A pagina 13 dell'introduzione, l'autore ci dice che la sua versione è stata fatta sulla Volgata, la quale dal Concilio di Trento venne dichiarata autentica. In seconda pagina, l'opera è munita « dell'Imprimatur » ecclesiastico e ciò significa che questa Bibbia è accettata dalla Chiesa Cattolica Romana. 

Le stigmate sono opere demoniache


Le stigmate vengono definite come delle spontanee apparizioni di piaghe sanguinanti in determinate parti del corpo che possono essere permanenti o periodiche e spesso sono accompagnate da forti dolori fisici e da patimenti morali. Queste piaghe non guariscono per quanti rimedi si utilizzino; compaiono, guarda caso, solo nelle parti del corpo dove Gesù Cristo subì le ferite provocate dalla crocifissione; e producono abbondanti ed inspiegabili emorragie.

MARIA FU ASSUNTA IN CIELO? (Analisi del dogma per chi ama la Verità)





E nessuno è salito in cielo, se non colui che è disceso dal cielo: il Figliuol dell'uomo che è nel cielo. (Giovanni 3:13)

Al significato chiaro di questo particolare versetto biblico si contrappone il dogma dell'Assunzione di Maria.

Origine del dogma
In Oriente, verso il V sec., fra cristiani e chiese orientali monofisite (dei popoli armeni e copti) iniziò il culto mariano sotto il nome "Dormitio virginis", rafforzato nella sua propagazione dall'imperatore Maurizio (582-602) che ne ordinò la celebrazione in tutto l'impero; in Occidente arrivò in Spagna e Gallia nel VI° secolo ed a Roma nel 650 si celebrò il 15 Agosto col nome di Dormitio o Assunzione.

CHI C'È A CAPO DELLA CHIESA DI CRISTO


Il capo dello Stato del Vaticano non é il capo visibile della Chiesa di Cristo sulla terra perché Cristo non ha costituito sulla sua Chiesa nessun capo prima di essere assunto in cielo. 


Egli, che è il Capo, ha detto: “Dovunque due o tre son raunati nel nome mio, quivi son io in mezzo a loro”, [
Matt. 18:20] perciò il capo della Chiesa è sempre e dovunque presente fra i suoi discepoli, senza il bisogno di essere rappresentato visibil­mente da nessuno.
L’apostolo Paolo spiega chiaramente ed in svariate maniere che il capo della Chiesa, sia in cielo che sulla terra, é Cristo Gesù:

Idolatri salvati lo stesso ma senza ottenere la corona?




Circola in alcuni ambienti che si dicono ‘Evangelici’ questa dottrina, e cioè che i Cattolici Romani pur essendo stati ingannati dal culto di Maria e da quello dei santi, non riceveranno la corona della vita ma la salvezza sì; in altre parole il cattolicesimo sottrae la corona della vita ma non la salvezza.

Questa dottrina è falsa, in quanto la Scrittura afferma che gli idolatri non erediteranno il regno di Dio (1 Corinzi 6:9), in quanto la loro parte sarà nel fuoco eterno secondo che è scritto: “quanto … agli idolatri …. , la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda” (Apocalisse 21:8). 
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